Antitrust: accertato cartello sui finanziamenti per l’acquisto delle vetture

Antitrust: accertato cartello sui finanziamenti per l’acquisto delle vetture

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha individuato l’esistenza di “un’intesa restrittiva della concorrenza, tra il 2003 e il 2017, funzionale ad alterare le dinamiche concorrenziali nel mercato della vendita di automobili dei gruppi di appartenenza attraverso finanziamenti erogati dalle rispettive captive banks”.

Per questo motivo l’Antitrust ha deciso di multare Banca PSA Italia, Banque PSA Finance, Santander Consumer Bank, BMW Bank, BMW, Daimler, Mercedes Benz Financial Services Italia, FCA Bank, FCA Italy, CA Consumer Finance, FCE Bank Plc., Ford Motor Company, General Motor Financial Italia, General Motors Company, RCI Banque, Renault S.A., Toyota Financial Services Plc., Toyota Motor Corporation, Volkswagen Bank GmbH, Volkswagen AG., e le associazioni di categoria Assofin ed Assilea per un totale di 678 milioni di euro.

Secondo l’Antitrust, che ha formalizzato questa decisione al termine di un’istruttoria conclusasi il 20 dicembre, le imprese e associazioni citate attuavano “un’intesa unica, complessa e continuata avente ad oggetto lo scambio di informazioni sensibili relative a quantità e prezzi, anche attuali e futuri” violando, in questo modo, le norme sulla concorrenza.

Dopo la sanzione dell’AGCM le associazioni dei consumatori stanno cominciando a valutare la possibilità di avviare delle class action a tutela dei diritti degli acquirenti di automobili a rate dal 2004 al 2017. L’esistenza di un cartello presume, anche in base alla normativa europea, un danno per il consumatore, che però andrà individuato e quantificato precisamente, in base al segmento di mercato e ai profili di rischio del singolo cliente.

di Mattia Angelini

Amazon: nuovo operatore postale

Amazon: nuovo operatore postale

Il colosso statunitense capitanato da Jeff Bezos ha ricevuto dal Ministero dello Sviluppo Economico  la licenza per operare nei servizi di spedizione postale

Amazon, multinazionale del settore e-commerce, ha ottenuto il riconoscimento in Italia per operare nel servizio postale. L’ufficializzazione viene resa nota dall’ultimo aggiornamento dell‘elenco degli operatori postali, pubblicato dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), dove per la prima volta compaiono le due società che si occuperanno del servizio: Amazon Italia Transport e Amazon Italia Logistica.

Amazon, quindi, potrà gestire tutta la filiera: Amazon Italia Logistica e Amazon Italia Transport, dovranno in ogni caso sottostare alla legge vigente che, per le aziende registrate all’elenco degli operatori postali del MiSE, prevede una tassa pari all’ 1,4 per mille dei ricavi e un adeguamento alle norme per i lavoratori che, d’ora in poi, dovranno essere inquadrati nel Contratto Nazionale del Settore Postale.

Per le imprese italiane del settore, Poste italiane in primis, l’ingresso di Amazon come concorrente non è sicuramente una buona notizia, dato che, Amazon già possiede un enorme rete di logistica in Italia, e presidia di fatto la filiera di consegne a domicilio.

Di certo l’ingresso di Amazon stimolerà tutti i concorrenti nel rendere un servizio più efficiente, dato che il mercato della logistica, offre ingenti opportunità di guadagno, 82 miliardi di euro annui.

Per eventuali segnalazioni scrivi a info@mdclazio.org

di Francesco Fronterotta

Conto corrente gratis, ora c’è l’obbligo: ecco a chi spetta

Conto corrente gratis, ora c’è l’obbligo: ecco a chi spetta

Conto corrente gratisConto corrente base garantito per tutti e gratuito per chi ha un reddito basso.

È quanto prevede un decreto attuativo del Ministero Economia e Finanze(Mef), che detta le regole sul cosiddetto“conto di base”introdotto dal decreto legislativo 37/2017 che ha stabilito l’obbligo per banche e Poste Italiane Spa di offrire ai propri clienti un conto di pagamento con caratteristiche di base e costi contenuti.

Il conto base prevede il solo pagamento del canone annualee ai clienti non potranno essere addebitate ulteriori spese, oneri o commissioni. Non è quantificato il canone annuo da corrispondere, ma deve essere “ragionevole e coerente con finalità di inclusione finanziaria”.

Economico in sostanza.

Nel pacchetto del conto base deve essere inclusa una serie di operazioni gratuite all’anno che il decreto del Mef ha stabilito minuziosamente: 6 prelievidi contanti allo sportello, prelievi illimitati dal proprio atm, 12 dagli atm di altre banche, 12 versamenti di contanti e assegni. E ancora, i bonifici: se ne possono ricevere 36 e fare 12 per pagamenti ricorrenti (quelli effettuati a cadenza regolare e sempre dello stesso importo, ad esempio l’affitto) più altri 6.

L’altra novità, la principale, è quella del conto di base completamente gratuitoed esente dall’imposta di bollo.

Ne hanno diritto i consumatori il cui ISEE sia inferiore a 11.600 euro e i pensionati con trattamenti pensionistici inferiori all’importo di 18mila euro l’anno.

Anche per i conti gratuiti devono essere garantite senza alcun pagamento tutte le operazioni sopra citate. Ogni operazione aggiuntiva è a pagamento.

 

Facebook
Google+
LinkedIn
Instagram