REFERENDUM CONSULTIVI SUL TRASPORTO PUBBLICO A ROMA. DOMENICA 11 NOVEMBRE 2018 DALLE 8:00 ALLE 20:00

REFERENDUM CONSULTIVI SUL TRASPORTO PUBBLICO A ROMA. DOMENICA 11 NOVEMBRE 2018 DALLE 8:00 ALLE 20:00

Domenica 11 novembre i cittadini romani sono chiamati a esprimersi sul futuro del trasporto pubblico di Roma.

Si tratta di un referendum consultivo che avrà ad oggetto le modalità di gestione del trasporto pubblico cittadino.

Le proposte potranno essere approvate solo se avrà partecipato alla votazione un terzo degli aventi diritto per il referendum consultivo e la maggioranza degli aventi diritto per il referendum abrogativo e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.

Questi i quesiti su cui i cittadini saranno chiamati ad esprimersi:

Quesito n. 1
“Volete voi che Roma Capitale affidi tutti i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia mediante gare pubbliche, anche ad una pluralità di gestori e garantendo forme di concorrenza comparativa, nel rispetto della disciplina vigente a tutela della salvaguardia e della ricollocazione dei lavoratori nella fase di ristrutturazione del servizio?”

Quesito n. 2
“Volete voi che Roma Capitale, fermi restando i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia comunque affidati, favorisca e promuova altresì l’esercizio di trasporti collettivi non di linea in ambito locale a imprese operanti in concorrenza?”

Per ogni quesito sarà consegnata all’elettore una scheda, di colore diverso.

Il cittadino dovrà esprimere la propria preferenza apponendo un segno “X” sul SI o sul NO.

Si voterà presso i consueti seggi utilizzati per le consultazioni elettorali, politiche e amministrative presentando tessera elettorale e documento di riconoscimento in corso di validità.

Possono votare:

  • i cittadini iscritti nelle liste elettorali di Roma Capitale e i cittadini residenti all’estero (A.I.R.E.) che votano a Roma.

Possono altresì votare, purché registrati tra il 1 ottobre e il 31 dicembre 2017, tutti coloro ai quali lo Statuto di Roma Capitale garantisce diritti di partecipazione:

  • i cittadini non residenti a Roma, che godono dei diritti di elettorato attivo ed esercitano a Roma la propria attività prevalente di lavoro;
  • gli studenti non residenti a Roma, che godono dei diritti di elettorato attivo ed esercitano a Roma la propria comprovata attività di studio, presso scuole o università;
  • gli stranieri che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età, legittimamente presenti nel territorio nazionale e residenti a Roma o ivi aventi il domicilio per ragioni di studio o di lavoro.

di Giorgia Villani

ROMA, STAZIONE FERROVIARIA DI VIGNA CLARA: A CHE PUNTO SIAMO?

ROMA, STAZIONE FERROVIARIA DI VIGNA CLARA: A CHE PUNTO SIAMO?

Torniamo ad occuparci della annosa questione che vede la stazione ferroviaria di Vigna Clara al centro di dibattiti, vicende giudiziarie, annunci e smentite sulla tanto attesa riapertura.

Ricordiamo che si tratta di un importante collegamento, atteso sin dal 1990 quando la stazione venne realizzata, che permetterebbe di dare un fondamentale aiuto alla viabilità del Municipio XV e di tutto il quadrante Roma Nord: la linea permetterebbe di collegare i quartieri Vigna Clara – Fleming – Flaminia e non solo a Valle Aurelia e Ostiense e dunque alle Linee A e B della metropolitana di Roma, permettendo a migliaia di cittadini di lasciare a casa quello che oggi è l’unico mezzo di spostamento, cioè l’auto privata.

Sulla vicenda, lo scorso marzo si è pronunciato il Tar del Lazio, con sentenza ormai divenuta definitiva, che ha di fatto impedito la riapertura della tratta e che ha ordinato a RFI di verificare l’impatto ambientale in termini di rumore e vibrazioni derivante dal passaggio dei convogli sulla tratta in questione.

Ebbene, all’indomani di tale pronuncia, utenti e cittadini, residenti e non nel territorio del XV Municipio chiedono ragguagli e risposte certe circa i prossimi sviluppi e sull’avvio delle prove tecniche richieste dai Giudici, ma purtroppo ad oggi non si può che constatare che la stazione è ancora inutilizzata.

MDC LAZIO, accanto al Comitato Un Anello per Roma e accanto ai cittadini residenti e lavoratori che invocano da anni l’attivazione della linea ferroviaria, chiede da tempo risposte alle Amministrazioni e a tutti gli Enti interessati.

In occasione dell’incontro con il Presidente del Municipio XV Dott. Simonelli dello scorso 8 settembre, si è avuta notizia che RFI ha intenzione di adempiere a quanto prescritto dal Tar Lazio e di voler procedere quanto prima alle prove tecniche per valutare l’eventuale impatto derivante dal passaggio dei convogli.

Ciò che si attende è non solo una rapida soluzione della vicenda, ma una costante e completa informazione ai cittadini da parte degli enti interessati sulle prossime tappe e sulle reali e concrete possibilità che la stazione possa essere utilizzata.

Del resto, non si possono non considerare le numerose ormai quotidiane lamentele che arrivano dai cittadini a Mdc Lazio che denunciano il progressivo e inarrestabile degrado di tutta l’area che circonda la stazione, invasa troppo spesso da rifiuti di ogni genere e dimensione che vengono abbandonati per giorni e giorni,  senza contare le enormi problematiche derivanti dalle auto lasciate in sosta in assenza di adeguati stalli per il parcheggio.

MDC Lazio prosegue nell’azione di quotidiano monitoraggio e invita tutti i cittadini a far sentire la propria voce e a segnalare tutti i disagi sulla nostra pagina Facebook Movimento Difesa del Cittadino – Lazio e al nostro indirizzo mail info@mdclazio.org.

di Giorgia Villani

VOLI CANCELLATI, VANNO RIMBORSATE ANCHE LE SPESE DI COMMISSIONE

VOLI CANCELLATI, VANNO RIMBORSATE ANCHE LE SPESE DI COMMISSIONE

Nuove regole in caso di voli cancellati. I passeggeri hanno diritto al rimborso integrale del biglietto dalla compagnia aerea, comprensivo delle commissioni pagate agli intermediari al momento dell’acquisto.

Lo stabilisce la Corte di Giustizia dell’Unione Europea con una sentenza arrivata in seguito al ricorso di un cittadino tedesco.

Il signor Dirk Harms aveva acquistato per sé e per i familiari – tramite il sito Opodo – dei biglietti per un viaggio della Vueling Airlines da Amburgo a Faro.

Costo totale, 1108,88 euro. Ma la compagnia low cost spagnola, una volta cancellati i voli, ha rimborsato solo 1031,88 euro, rifiutandosi di corrispondere al cliente i 77 euro che l’aggregatore online aveva riscosso come commissione.

Il signor Harms ha fatto ricorso al Tribunale di Amburgo che si è a sua volta rivolto alla Corte di Giustizia Ue per chiedere delucidazioni.

Si è arrivati così alla sentenza che ha dato ragione all’acquirente. La compagnia aerea deve rimborsare anche le spese di commissione, a meno che queste non siano state fissate all’insaputa del vettore. Circostanza che spetta al giudice verificare.

Segnalateci mancati rimborsi, rivolgetevi ad MDC Lazio per la tutela dei vostri diritti.

DOPO IL DISASTRO DI GENOVA, QUAL E’ LA SITUAZIONE NEL LAZIO?

DOPO IL DISASTRO DI GENOVA, QUAL E’ LA SITUAZIONE NEL LAZIO?

Il disastroso crollo del Ponte Morandi a Genova e le 43 vite che ha portato con sé hanno scatenato in Italia una vera e propria psicosi.

Nei giorni immediatamente successivi sui social era tutto un postare foto di ponti, viadotti, cavalcavia, piloni corrosi. “Ma questo sarà sicuro?”. “Secondo voi crolla?”.

Senza voler scatenare inutili allarmismi, bisogna dire che la situazione non è delle più rosee. L’ha fotografata il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), preoccupato per la “regolarità” di crolli di infrastrutture stradali che si sta riscontrando ultimamente.

Quello di Genova è il quinto degli ultimi quattro anni.

DIECIMILA PONTI A RISCHIO – Elemento comune dei crolli è l’età delle opere, quasi tutte oltre i 50 anni, “che corrispondono – spiega il Cnr – alla vita utile associabile alle opere in calcestruzzo armato realizzate con le tecnologie disponibili nel secondo dopoguerra”. C’è inoltre da considerare che molte infrastrutture sono state pensate per flussi di traffico che sono poi aumentati a dismisura negli anni.

Secondo il Cnr sono circa 10mila i ponti in calcestruzzo armato con oltre 50 anni, che hanno superato dunque la durata di vita per cui sono stati progettati e costruiti. Per tutti andrebbero fatti “controlli approfonditi per valutarne lo stato e poi decidere se procedere con la manutenzione o demolirli e ricostruirli con tecniche più moderne”. Già, perché in molti casi è più conveniente – oltre che più sicuro – abbattere e ricostruire.

I PONTI DEL LAZIO – A Roma sono finite sotto i riflettori due infrastrutture della Magliana. Anche nella Capitale c’è un ponte Morandi, il viadotto “alato” realizzato dallo stesso progettista che ha fatto quello di Genova e con gli stralli simili a quello crollato un po’ di giorni fa (anche se molto più piccolo). È il ponte sospeso più antico di Roma, una lunghissima curva. Una frana negli anni ’60 lo ha seriamente danneggiato, e dopo il terremoto di Amatrice ha iniziato a evidenziare dei crdimenti. L’ingegner Remo Calzona, allievo di Morandi, ha parlato di “stato di ammaloramento del ponte”, facendo attivare alcuni parlamentari romani che hanno subito chiesto al ministro Toninelli “un’immediata verifica della struttura e della sua percorribilità”.

Ma a destare più preoccupazione è il ponte della Magliana: progettato da Romolo Raffaelli, i lavori iniziarono nel ’38, poi furono interrotti durante la guerra e il viadotto fu inaugurato nel ’50. Oggi lo percorrono in migliaia ogni giorno, è quello che porta sulla Roma-Fiumicino. Secondo il professor Calzona, che già a gennaio aveva lanciato l’allarme in un convegno, “questa struttura presenta da tempo gravi difetti”. In primis, “non è mai stata collaudata, non sono mai state fatte prove di carico e tensione”. Già negli anni ’70 il Campidoglio creò una commissione d’inchiesta, che al termine delle sue indagini concluse che quella struttura non andava utilizzata. Tuttavia il ponte della Magliana è troppo importante per snellire il traffico in quel quadrante, quindi non se n’è fatto niente.

“Il rischio collasso è nell’ordine della cose, ha superato di quasi 20 anni il termine della vita di questo tipo di strutture, e i danni subiti sono sotto gli occhi di tutti”, afferma senza mezzi termini il professore, precisando ovviamente che “non è detto che debba cadere in questi giorni”. Altri hanno provato a correggere il tiro e ridimensionare l’allarme, ma lo hanno in parte confermato. Affermando essi stessi la necessità di intervenire con un “significativo restauro” della struttura.

A Subiaco, sui Simbruini, invece, è stato chiuso un ponte pedonale verso il laghetto, località di  attrazione per i turisti.  Dopo le verifiche ed i controlli sulla stabilità della struttura da parte di vigili del fuoco, polizia locale e l’area tecnica del Comune è arrivato il provvedimento che vieta il passaggio dei visitatori che a piedi attraversano il ponte per raggiungere il laghetto, lungo il fiume Aniene, all’interno della più grande area protetta del Lazio tra Roma e Frosinone. Al momento si attendono gli interventi di messa in sicurezza.

 A Sabaudia anche è stata vietata la passerella vicino al lago. Si tratta di un ponte sull’Aniene, chiuso dopo il provvedimento attuato per quello sul fiume Liri tra San Giorgio a Liri e Pignataro Interamna, in Ciociaria, il cui passaggio è vietato ad auto e pedoni.

La sindaca di Sabaudia, Giada Gervasi, venerdì 24 ha firmato un’ordinanza di chiusura di una passerella di legno vicina al canale del lago di Paola,  a seguito di un sopralluogo che ha fatto emergere il cedimento dell’argine della foce sud del bacino di Porto Canale Romano. È stata vietata anche la navigazione del canale.

 IL GROVIGLIO DI COMPETENZE – E se si vuole intervenire ci si perde nel groviglio di competenze. Manca una regia unica. Il Cnr chiede un “piano Marshall” di messa in sicurezza da miliardi di euro, “che coinvolga le migliori competenze scientifiche”. Difficile da realizzare perché in Italia non esiste una mappatura dei cavalcavia. Quanti ponti abbiamo, quanti sono sicuri e quanti vanno rifatti o hanno bisogno di manutenzione? Non lo sappiamo, la gestione del milione e mezzo di chilometri di strade è troppo frammentata. C’è lo Stato con l’Anas, poi le Regioni, le Province, i Comuni e l’Aiscat, che raggruppa 27 società concessionarie di autostrade. La più grande di queste, Autostrade per l’Italia, fa sapere che sulla sua rete ce ne sono 1800, uno di questi è quello crollato a Genova. C’è poi il caso delle Province, un ente svuotato di senso e anche di fondi, sempre più ridotti all’osso: come fanno manutenzione su ponti e viadotti di loro competenza?

È necessaria e doverosa quindi una ricognizione in primis, e a farla deve essere lo Stato coinvolgendo “le migliori competenze” e gli enti locali, sotto la sua regia. Poi andrebbe realizzato un piano di manutenzioni, abbattimenti e ricostruzioni da affidare ai privati in tutta Italia. Una sfida da non rimandare più, dopo il disastro di Genova.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PeopleFly, l’Antitrust blocca la vendita online dei biglietti

PeopleFly, l’Antitrust blocca la vendita online dei biglietti

Vendita di biglietti per voli inesistenti e ostacoli al rimborso. Queste le motivazioni che hanno determinato, da parte dell’Antitrust, l’avvio di un procedimento di pratica commerciale scorretta nei confronti di Peoplefly S.r.l. il 4 Luglio 2018.

Il “virtual carrier”, infatti, vendeva biglietti per voli per i quali non aveva ancora stretto alcun tipo di accordo con compagnie aeree od operatori aeroportuali.

I clienti, una volta scoperto che il proprio volo non sarebbe mai stato effettuato, non hanno avuto la possibilità di ottenere alcun tipo di rimborso nonostante le numerose richieste inviate.

Come misura cautelare l’Autorità ha stabilito che Peoplefly dovrà interrompere la pubblicizzazione e la vendita di biglietti per voli charter, in particolare sulle tratte Bologna-Trapani e Cuneo-Trapani, per i quali non siano stati stipulati gli accordi commerciali con i gestori aeroportuali interessati dai voli e con le compagnie aeree che effettueranno i voli. La società dovrà, inoltre, garantire la possibilità ai propri clienti di ottenere i rimborsi dei prezzi pagati per i voli non effettuati.

Contatta i nostri esperti di MDC Lazio per ricevere una consulenza e per tutelare i tuoi diritti!

di Mattia Angelini

Prezzi e clausole contrattuali non trasparenti: Airbnb nel mirino della UE

Prezzi e clausole contrattuali non trasparenti: Airbnb nel mirino della UE

Pratiche commerciali scorrette, clausole contrattuali abusive e scarsa tutela dei consumatori: un big della sharing economy finisce nel mirino della Commissione europea.

Parliamo di Airbnb, società con sede a San Francisco che raccoglie annunci di case e stanze in affitto per brevi periodi.

In una nota pubblicata il 16 luglio la Commissione ha invitato Airbnb ad adeguarsi alle regole dell’Unione in materia di tutela dei consumatori: la società californiana ha tempo fino a fine agosto per conformare le sue politiche commerciali alle norme europee.

Sempre più persone si affidano ad Airbnb per prenotare alloggi per le vacanze. Tuttavia, ha affermato Vera Jourava, politica ceca e attuale commissario per la Giustizia, consumatori e uguaglianza di genere: “La popolarità non è una scusa per non conformarsi alle regole Ue in materia di tutela dei consumatori”.

L’esecutivo europeo fa una lista degli accorgimenti che Airbnb deve prendere per allinearsi. In materia di prezzo la piattaforma deve:

  • Modificare il modo in cui vengono presentate le informazioni sui prezzi, e garantire che al consumatore sia fornito il prezzo totale, comprensivo di tutte le tasse e i servizi obbligatori che vengono applicati (spesso ad esempio il prezzo delle pulizie obbligatorie o di altri servizi non viene indicato, così il consumatore si ritrova a pagare un prezzo più alto di quello che appare nella ricerca iniziale sul Web).
  • Indicare con chiarezza se l’offerta è di un privato o un professionista, perché cambiano le norme sulla protezione dei consumatori.

Quanto alle condizioni di utilizzo invece:

  • Non indurre i consumatori a rivolgersi a un giudice di un Paese diverso da quello di residenza.
  • Non privarli della possibilità di citare in giudizio un soggetto che dà ospitalità.
  • Non modificare unilateralmente clausole e condizioni, senza informare chiaramente e in anticipo i consumatori, dando loro la possibilità di rescindere il contratto.
  • In caso di sospensione di un contratto riconoscere al consumatore il diritto a un indennizzo o la possibilità di presentare ricorso.
  • Le politiche in materia di rimborsi e la raccolta delle richieste di risarcimento devono essere definite in maniera più chiara.

La società californiana, dicevamo, ha tempo fino ad agosto per apportare le modifiche richieste, e le soluzioni che proporrà saranno esaminate dalla Commissione e dalle autorità per la tutela dei consumatori della Ue.

Nel caso non siano ritenute soddisfacenti Bruxelles potrebbe spingere gli Stati membri ad adottare azioni coercitive, sanzioni comprese.

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